Conferenza stampa, Monchi: “Alla Roma non c’è il cartello ‘si vende’, c’è il cartello ‘si vince'”

Gandini: “Buongiorno da parte mia. E’ un grandissimo onore essere in questo momento in questo tavolo con una persona di grandissimo spessore del calcio mondiale. Ringrazio Pallotta che ha voluto fortissimamente per primo che questa cosa accadesse e si è operato tantissimo in prima persona affinché Monchi accettasse di venire a Roma. Grazie al presidente. Vorrei ringraziare per la professionalità e dedizione che ha dimostrato Massara che ha gestito molto bene questo periodo di interim tra la partenza di Sabatini e l’arrivo di Monchi. Lo ringrazio e naturalmente lavorerà con Monchi nei prossimi anni”

Le domande dei giornalisti a Monchi e le sue risposte:

In Spagna è considerato il miglior ds del mondo. Perché la scelta di venire a Roma?
Prima di tutto buongiorno, dico innanzitutto che vorrei cogliere l’occasione per scusarmi con chi mi ha scritto negli ultimi 3-4 mesi e non ho risposto con l’educazione dovuta perché dovevo pensare esclusivamente al mio club che era il Siviglia. Non mi considero il miglior direttore sportivo del mondo. Mi considero una persona fortunata nella carriera che sta facendo. Ho dedicato tanto tempo e sforzo alla carriera. E’ vero, avevo altre opzioni, club che potevano sembrare più altisonanti per il nome e tradizione, ma una volta lasciata Siviglia ho avuto le idee molto chiare. Considero che qui c’è un margine di crescita molto grande, partendo da una base che già esiste. Non ricominceremo da 0 perché c’è stato un lavoro straordinario svolto da Sabatini e Massara nel periodo in cui ha svolto questo incarico. Ci sono enormi possibilità di crescere, entusiasmarci e sognare. Ho parlato con Pallotta e mi unisco al ringraziamenti di Gandini, e anche con Mauro e Massara e so che potrò lavorare essendo Monchi. Se la Roma si è interessata a me è perché ero Monchi. Qui mi permetteranno di lavorare essendo me stesso

Cosa ha detto e cosa dirà alla squadra?
E’ evidente che non avrò una forte influenza per questa stagione, non avrò molto tempo e sono arrivato sul finale pensando maggiormente al futuro che al presente. E’ vero che il futuro dipende da questo presente, vale per club e tifosi. E’ un futuro stimolante perché ci giochiamo il secondo posto che vale l’accesso diretto alla Champions. Sono a completa disposizione di tutti, gruppo, staff tecnico e club: da quando ho messo piede in questa società mi sento una parte integrante del club e sulla base del presente costruiremo il futuro

Dovrete cambiare molto per una mentalità vincente?
Come ho risposto poco fa sono qui concentrato sul futuro ma concentrandomi sul presente. Conosco la Juve, sono ambizioso e lo sono sempre stato, ma non vendo fumo: sono qui per la realtà e colmare il divario con la Juve non è facile ma non è impossibile. Nella rosa attuale abbiamo ottimi argomenti da sfruttare per colmare il divario ma bisogna lavorare molto ma non sarà impossibile. Nella rosa attuale ci sono molti argomenti per il futuro

Anche in Spagna si convive col razzismo?
E’ un tema che mi preoccupa come tutte le persone qui poggi. In Spagna il tema si gestisce abbastanza bene grazie al contributo di tutti, club, federazione, governo e giocatori, che hanno la medesima ossessione. In Italia si può fare uguale ma serve la collaborazione di tutti: noi addetti al lavoro che dobbiamo collaborare e voi stampa. Un professionista deve uscire dal campo arrabbiato perché ha perso ma mai offeso per il colore della pelle o l’ideologia. Toni l’ho conosciuto e mi sembra straordinario e sta soffrendo per questo tema: invito tutti a proteggere lui o Muntari, o tutti i giocatori in questa situazione. Stiamo nel 2017: non dovremmo parlare di questo tema ma lo stiamo facendo. Con la modestia dell’ultimo arrivato chiedo sostegno, aiuto e prontezza nel denunciare questi episodi

A Roma si è vinto poco: vede analogie con il Siviglia?
Non credo che ci siano segreti, cercherei di venderli facendo tanti soldi. Non ci sono segreti o formule magiche. Non esistono due club identici. La risposta sul segreto è il lavoro che non è solo acquistare un calciatore o vedere tante partite. I tifosi della Roma meritano di avverare i sogni ma tutti dobbiamo contribuire ad aiutare il club perché se non andiamo tutti nelle stessa direzione è difficile raggiungere obiettivi. Questo è stato fatto a Siviglia e ci riusciremo anche a Roma. I tifosi meritano di vedere i sogni realizzati e sono qui per aiutare a realizzarli. Col tempo mi conoscerete: io voglio unire tutti, da Pallotta a Monchi, a tutti i dipendenti del club, per raggiungere l’obiettivo. Questo sarà il primo passo per iniziare a vincere

Il suo pensiero sulla situazione Spalletti?
Vi voglio raccontare un segreto: la prima volta che sono stato contattato dalla Roma, quella notte, ragionando sui pro e i contro, tra i contro l’unica cosa che era complicato lasciare Siviglia. I pro erano diversi: uno di questi era Spalletti perché avevo voglia ed entusiasmo di lavorare con lui. E’ un allenatore molto importante. Cercherò di realizzare questa possibilità ma in questo momento non vogliamo distrarci perché quello che conta sono Milan, Juve, Genoa e Chievo, le ultime partite. Conservo la speranza che possa continuare con noi, è uno dei motivi che mi ha attratto per venire qui. Ci proverò e capirò. Ho questa voglia e entusiasmo

Come sarà lavorare in un club dove non avrà il vincolo emotivo di Siviglia? Al Siviglia non poteva più essere Monchi?
E’ vero è la prima volta che esco da Siviglia in tutti i sensi: sono arrivato a 19 anni prima da calciatore poi da ds. All’inizio si ha paura ma neanche nei miei sogni migliori avrei potuto immaginare una accoglienza così a Roma e tutto questo ha reso semplice la traversata. Ringrazio le persone della Roma che mi sono state vicine, che hanno reso semplice questa operazione. La partita è iniziata in vantaggio. Intendevo dire che a Siviglia ho lavorato con le migliori condizioni possibili, per questo passo nuovo era fondamentale trovare queste condizioni lavorando essendo, ripeto, Monchi

Le situazioni di Totti e De Rossi?
Inizio su De Rossi: la voglia e l’interesse delle parti è lo stesso. Sia Daniele che la Roma vogliono continuare insieme e dovremmo essere davvero particolarmente imbranati per non raggiungere l’accordo. Ho conosciuto Daniele ed è un ragazzo fantastico e cercheremo di raggiungere questo obiettivo comune. Sono arrivato qui una settimana fa e so dell’accordo tra Francesco e la società che prevedeva che questo fosse l’ultimo anno da calciatore e che aveva già un contratto da dirigente della Roma. Voglio guardare avanti e chiedo a Francesco di essere il più possibile vicino a me per imparare cosa è la Roma perché lui è la Roma. Chiedo che mi sia vicinissimo se lui vorrà: se imparerò l’1% di quello che sa su Roma potrò essere soddisfatto e fortunato

Quanto ha inciso Baldini?
Non saprei quantificarlo. Ha influito la Roma e Baldini è la persona che mi ha contattato perché aveva ricevuto il mandato per chiamarmi. Non mi sono innamorato di Baldini ma mi sono innamorato della Roma

Quanto può incidere il secondo posto per il futuro?
In questo momento sto seguendo tre corsi accelerati: l’italiano, imparare i nomi dei dipendenti del club ed è quello più difficile e un corso accelerato di ambizione perché la Roma è ambiziosa. L’accesso alla Champions da’ accesso a denaro che aiuta ma non è tutto. Dobbiamo cercare di qualificarci per il prestigio che comporta e la crescita per il marchio Roma e per riuscire ad attirare calciatori importanti. La preoccupazione non è per il denaro, perché si può supplire col lavoro, ma per una questione di prestigio. Qualora non riuscissimo a raggiungerlo ci rimboccheremo le maniche e lavoreremo sodo

Userà il metodo del Siviglia alla Roma?
Quella di Siviglia era una strategia necessaria per lottare per obiettivi ambiziosi. Una strategia che può essere pericolosa: ma abbiamo risolto il problema finanziario addirittura generando plusvalenze. Ma quello che ha reso buono il lavoro al Siviglia sono i successi sportivi. Qui useremo la strategia migliore per raggiungere successi. Mi scuso se so una interpretazione alla sua domanda che mi sembrava intendere se la Roma avesse la necessità di vendere giocatori: il problema non è vendere ma comprare male, non solo per la Roma ma per tutti. Le rispondo con una domanda: crede che sono venuto qui, lasciando casa mia a Siviglia, per non vincere?

Esiste la parola incedibile? Il metodo Monchi?
La prima domanda: la risposta tipo che insegnano i manuali è che dovrei dire che esistono incedibili. Personalmente non lo credo che ci siano: ci sono giocatori importanti e meno. La Roma non deve vendere calciatori: analizzerà tutte le offerte che arriveranno in termini economici e sportivi e le valuterà. La Roma non ha un cartello un cartello al collo con scritto “si vende”, ne esiste uno con scritto “si vince”. Sulla seconda domanda rischierei di essere troppo sintetico

Il suo obiettivo è comprare giovani e farli diventare campioni o comprare l’Higuain di oggi? Kessie?
Una piccola precisazione: Sergio Ramos non l’ho comprato, è stato formato nelle giovanili. Daniel sì invece, è stato comprato molto giovane. Mi piace lavorare con giocatori giovani ma non è l’unico obiettivo. L’obiettivo è trovare calciatori forti e con fame di vincere poi è uguale che abbiano 19 o 28 anni. E’ lì che dobbiamo cercare di scommettere. Kessie è un ottimo calciatore che la Roma segue e sul quale ha ottime referenze. Lo conoscevo già e vedremo che succederà. Siamo solo all’inizio e poco altro posso aggiungere

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