” La supercazzola del giornalista ” di Claudio Rossignoli

Carissimo Sig. Dotto,

complimenti per il suo mea culpa, ma mica se la può cavare così, con questa ben riuscita supercazzola che soltanto uno che sa usare bene le parole riesce a confezionare! Vede, lei è un giornalista, uno di quelli che, col tempo, ha acquisito credibilità e consensi e di conseguenza è anche seguito da molti lettori che, seppur pensanti, possono essere più o meno influenzati da un suo articolo. Lei, come quelli che svolgono il suo stesso mestiere, ha delle responsabilità. I vostri articoli, i vostri giudizi piuttosto che le vostre pubbliche bocciature possono spostare alcuni equilibri. Troppo spesso ve ne dimenticate e vi divertite a sparare sentenze senza appelli con estrema ed infondata superficialità. In tutti i settori, su qualsiasi argomento, sia chiaro. Qui, nel nostro specifico parliamo di calcio, cosa frivola, se confrontata con altri argomenti ben più gravi. Ma quello che non va bene è il vostro eleggervi a tutori della verità, pronti a sparare a zero sul vostro “nemico” del momento. Il calcio sarà sicuramente cosa frivola, per carità, ma smuove le masse. Giusto o sbagliato è così. Quindi anche chi tratta questo settore deve sapersi muovere con intelligente cautela al suo interno. Lei, con quell’articolo, non è stato proprio leggero nei confronti di Di Francesco. Come si dice: nun je l’ha passata piano. Onore a Lei che almeno ha avuto la compiacenza di chiedere scusa, molti suoi colleghi nemmeno a questo si abbassano, ma tutto il sermone che ci ha propinato poi poteva sicuramente risparmiarselo. Perché è apparso un po’ come un cercare giustificazioni alla brutta figura fatta. Con troppa facilità ha etichettato il nostro Eusebio come uomo senza carisma, privo di idee capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non c’entrano il Liga o Bowie, Mourinho o Brando… Per carità, sulla coerenza siamo perfettamente d’accordo, soltanto gli stupidi non cambiano mai le proprie idee (ed ancora una volta devo ribadire che nella sua categoria di stupidi ce ne sono in quantità), però definire come una sorta di topo di fogna del web chi, magari, ha sempre creduto nel nostro allenatore mi sembra quantomeno sconveniente. Perché, sappia, che non siamo in pochi noi che abbiamo dato fiducia al Mister fin dalla sua nomina. E molti di noi l’hanno fatto non perché “non avendo un’insegna propria e non potendo tifare per se stessi non avendo oggettivamente un motivo per farlo, si arruolano a vita sotto le insegne altrui” ma più semplicemente perché guardiamo il calcio. E guardando il calcio ci siamo resi conto di quanto bene aveva fatto Di Francesco in quel di Sassuolo. Basti confrontare quello che è oggi la compagine nero verde con quella di un anno fa e si capiscono molte cose. Sarebbe sufficiente, a volte, esaminare con pazienza i progressi che una squadra fa dal momento in cui viene diretta da un nuovo allenatore, senza sciocchi pregiudizi o, certamente non sarà il suo caso, con la smania di trovar pretesto per attaccare la società americana. Probabilmente questa mia non le arriverà mai tra le mani, d’altronde io non scrivo per mestiere ed i miei articoli non varrebbero un decimo i suoi, ma mi piacerebbe che questa vicenda abbia insegnato, a lei ed a molti della sua categoria, ad essere meno censori e più narratori. Il vostro compito primario dovrebbe esser quello di raccontare e meno quello di commentare. Ancor meno quello di giudicare.

Claudio Rossignoli  per fedegiallorossa.it